Minotticucine: la rivoluzione senza cambiamento

Il marchio veronese introduce per la prima volta l’elemento seta ma resta fedele alla sua filosofia di prodotto

Come può un’azienda rinnovarsi senza tradirsi? minotticucine, marchio veronese produttore di cucine destinato al mercato dell’extra-lusso e conosciuto nel
mondo per il raffinato e tecnologico utilizzo di pietre naturali, ha introdotto quest’anno materiali completamente inediti senza per questo dimenticare la
filosofia alla base della propria produzione.
Per la prima volta in assoluto viene presentata una cucina rivestita in seta, un materiale talmente inedito in questo mercato da dare il proprio nome all’ultima
creazione dell’art director Alberto Minotti. La cucina Seta, appunto.
“minotticucine è conosciuta nel mondo per l’utilizzo sapiente di pietre naturali, anche rare – afferma Monica Venturini, Marketing Director del Gruppo Asso – tanto che i nostri prodotti subiscono continuamente tentativi di plagio, seppur difficilmente replicabili data l’alta qualità dei materiali e della lavorazione.

Abbiamo quindi pensato fosse il momento di introdurre forti novità nella produzione, restando però fedeli al DNA del marchio, che utilizza solo
materiali naturali e che è immediatamente riconoscibile per il suo design essenziale ed elegante”.
“Ho colto con entusiasmo l’input fornitomi dall’azienda – racconta Alberto Minotti, Art Director del Gruppo – di utilizzare materiali nuovi perché la mia creatività è stata posta davanti a nuove sfide. La seta è un materiale che non è mai stato utilizzato in cucina perché molto delicato, ma ho pensato di proteggerla dietro teche di vetro integrato in pannelli di alluminio, rendendo l’anta preziosa come il quadro di un museo”.

Sono infatti due sottilissime ma estremamente resistenti lastre di vetro accostate l’una all’altra, che racchiudono un’anima di seta, a formare le ante
della nuova “Seta”. Ante pensate come coprenti, in modo da nasconderne il contenuto, e come sporgenti rispetto al piano allo zoccolo, che invece si trovano
per la prima volta allineati mettendo ancora una volta l’anta di seta in rilievo come fosse un quadro esposto su un monolite di quarzite.

Sì perché la pietra, comunque, resta elemento centrale nella produzione Minotticucine. In questo caso la lastra scelta per il piano, lo zoccolo e la spalla è
Venus Gold, una quarzite naturale che richiama nelle venature dorate il colore delle ante. Il colore nero della materia serve invece a nascondere il
piano cottura, mimetizzandolo in modo da renderlo quasi invisibile.

“Secondo la filosofia del silenzio visivo alla base della produzione Minotticucine – continua Alberto Minotti – ogni elemento che può essere eliminato è un
elemento di troppo, che disturba la linearità della cucina. Per questo dai nostri modelli scompaiono tutti gli elementi che possono in qualche modo essere legati
a una moda: elettrodomestici e maniglie vengono nascosti per rendere la cucina un prodotto in grado di vivere al di là del tempo e delle mode”. Seta quindi
nasconde con un espediente estetico la tecnologia di un forno e di una macchina del caffè: il piano è infatti studiato a moduli, orientati in orizzontale e in verticale per nascondere così le fughe e l’inserimento di elettrodomestici mobili. Il limite della pietra, secondo la filosofia minotticucine, è la fuga, dettaglio congenito e imprescindibile di tutte le superfici ampie realizzate con materiali naturali.

La fuga, per Alberto Minotti, rappresenta un ostacolo nella continuità visiva, una sorta di nota stonata in quello che è un purismo della forma. La cucina viene
così suddivisa in blocchi, e grazie al gioco di contrapposizione tra orizzontale e verticale, si enfatizza la fuga con l’effetto di nasconderla e si elimina così alla base la giuntura che si crea tra due lastre di pietra.